Sono importanti le emozioni in questa battaglia, in questa guerra per la legalità, la giustizia, la libertà insomma, per una vita migliore. Sono importanti perché la memoria di quello che è successo dopo tanti anni, soprattutto se ad avvolgerla è la nebbia del mistero, finisce per raffreddarsi sempre un po’ e diventare storia. Non è così per tutti, ma chi certi fatti non li ha vissuti, o chi ne sta lontano, o chi è poco attento alle cose, li trova soltanto nei libri, che sono sempre un po’ più lenti, un po’ più riflessivi, anche quando sono appassionati. Per questo serve l’emozione, a riscaldare quei fatti a farli tornare con forza alla memoria, a strapparli dalla storia e a farli diventare ricordi, condivisi anche da chi non li ha vissuti. Il compito di fare memoria con il cuore oltre che con la mente spetta alla narrazione, al racconto. E quando questo racconto ti esplode davanti agli occhi con tutti i suoi colori, e le sue linee, i suoi particolari, tutti i suoi dettagli carichi di significati, tutte le sue emozioni, allora non è più soltanto narrazione, è magia. Per questo i quadri di Gaetano Porcasi sono non solo così belli ma così importanti, per il carico di emozioni che si portano dentro e per questa capacità di farle brillare alla vista di chi guarda, immediatamente, con passione. È la forza della pittura, dell’immagine dipinta, che riesce ad evocare il mondo diverso dalla parola. In questo modo tutto il dolore, la crudeltà, ma anche la pietà, l’orgoglio, la speranza, che si accompagnano ad episodi della nostra storia e della nostra vita, come le uccisioni di Mario Francese, del generale Dalla Chiesa, di don Puglisi e di tanti altri, emergono con violenza sulla tela e si compongono in una narrazione continua che è molto più di un film, molto più di un romanzo, è la magia della pittura. Mi sono venute in mente tante cose, a guardare quelle immagini. Tante e tutte assieme. Mi sono venuti in mente il sole e la luce della Sicilia, mi sono tornati in mente i sapori e i colori di quella terra, mi sono sentito partecipe di un racconto di speranza, di resistenza e di riscatto, mi sono sentito male per tutto il dolore che ha accompagnato la nostra storia recente, ho provato indignazione per tutti i segreti che ancora la avvolgono, mi sono chiesto cosa passerà per la testa di un ragazzo che non sa nulla di tutto questo mentre guarda questi quadri e poi mi sono sentito meglio pensando che probabilmente proverà molte delle emozioni che sento io, avrà la stessa memoria, gli stessi ricordi di qualcosa che stiamo vivendo in quel momento, davanti a quelle tele, a quelle linee e a quei disegni. Si, sono importanti le emozioni. Per questo queste tele, questi dipinti e questi disegni, sono armi, armi di pace e libertà, in questa guerra.

Carlo Lucarelli scrittore